Peperoncino mon amour

 Il peperoncino è un frutto noto in tutto il mondo, con questo nome si indicano diverse specie appartenenti al genere Capsicum. Sono piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee così come peperoni, melanzane e pomodori.

 

La piccantezza del peperoncino dipende dalla quantità di capsaicina presente nei frutti, che varia da specie a specie ma anche a seconda del grado di maturazione.

 

 

 

 

 

I valori nutrizionali del peperoncino sono davvero ottimi, vanta un ottimo contenuto in vitamina C (230 mg/100g), sebbene essi siano trascurabili in quanto si riferiscono a 100 grammi di prodotto e sfido chiunque a consumare 100 grammi di peperoncino fresco, anche se su alcune tipologie ci si può pensare, magari nell'arco della giornata.

 

In realtà ciò che a noi interessa di più del peperoncino è il suo contenuto in capsaicina, la responsabile del piccante. Questa molecola è prodotta nella polpa del frutto e nella parte bianca che sorregge i semi, infatti ,contrariamente all'ideale comune, i semi non sono dotati di particolare piccantezza. A differenza della maggior parte delle vitamine, che hanno vita breve dopo la coltura dei frutti, la capsaicina è altamente resistente anche alle alte temperature di cottura.

Ma come agisce la capsaicina e perché "picca"?

Con la masticazione questa molecola si libera nella bocca dove attiva dei recettori che si attivano solitamente in presenza di temperature elevate, simulando una sensazione forte calore. Più la capsaicina permane legata ai recettori, tanto più prolungata sarà la sensazione. Cosa fare dunque per sopravvivere al piccante? Bere acqua serve a poco, infatti la capsaicina è una molecola poco idrosolubile, è meglio consumare una fonte di grassi o del latte, oppure 1 sorso di vino. Un'altra alternativa è quella di masticare del pane, che per azione meccanica rimuove la capsaicina dalla lingua. L'azione "riscaldante" è quindi solo virtuale, e così lo è la rinomata azione antibatterica: il peperoncino non si riscalda e non riscalda davvero la pelle, per questo motivo non ha nessun effetto nei confronti dei batteri. Punto a favore di questa scoperta è che anche chi soffre di emorroidi potrebbe consumare peperoncini, infatti essi non stimolano davvero la zona, ma è tutta una reazione "simulata" che termina in breve tempo come finisce il contatto tra capsaicina e recettori. Chi dovrebbe evitarli invece è chi soffre di gastrite, così come viene sconsigliato il consumo di pomodori, o di irritazioni varie a livello delle mucose.

 

Vi starete chiedendo perché mai dovervi dunque sottoporre a tale sofferenza...ebbene, intanto bisogna conoscere le diverse varietà di peperoncino, non tutte sono così forti e anzi sono anche molto aromatiche, che si possono usare anche crude o poco cotte, con una serie di effetti benefici per la salute.

 

La capsaicina è una di quelle poche molecole per cui è stata dimostrata la sua azione benefica per la salute, sia in chiave anti-age che salutistica.

Alcuni dei suoi effetti più studiati sono:

- attività antinfiammatoria per riduzione di citochine infiammatorie;

- attivazione del sistema simpatico, con aumento dispersione di calore (correlandosi quindi ad un aumento del metabolismo basale);

- stimolo della conversione del tessuto adiposo in tessuto adiposo bruno (metaforicamente più attivo e benefico);

- attività antitumorali (ancora in fase di studio e solo in dati in vitro).

 

Dunque: consumare peperoncino vi farà dimagrire e donerà vita eterna? NO.

Ma il consumo di peperoncino fresco, insieme ad altre sostanze con proprietà simili e complementari, quotidianamente aiuterà il vostro sistema organico a mantenersi in salute e più attivo!

 

#stayhealthy

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Blog

Archive
Please reload

Follow Me
  • Grey Facebook Icon
  • Grey Twitter Icon
  • Grey Instagram Icon
  • Grey Pinterest Icon
  • Facebook Social Icon
  • Grey Instagram Icon
  • LinkedIn Social Icon
This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now